L’analisi qui presentata si basa sulla tesi presentata nel 2022 dalla signora İclal Özelce all’Università Dokuz Eylül di Izmir e apparsa sul sito web della stessa università in Turchia. La tesi considera 704 frammenti di terra sigillata e ceramica ingobbiata di rosso provenienti da Focea (l’odierna Eski Foça nella Turchia occidentale), derivati da 10 trincee e 29 pozzi di Küçükdeniz Sahil Caddesi (letteralmente Küçükdeniz significa strada costiera) realizzati dalla Direzione del Museo di Izmir nel 2000 e nel 2001 come parte del progetto per le fognature della città. Questi scavi hanno portato alla luce migliaia di frammenti di terra sigillata, ceramica ingobbiata e scarti di lavorazione qui giunti dal quartiere dei vasai situato a Focea in epoca romana e protobizantina. Di questi, 260 recano un motivo impresso: 82, pari a oltre il 31%, sono varianti dei motivi già pubblicati da J. W. Hayes o da altri studiosi di ceramica romana.
Alcuni sono semplici variazioni di motivi conosciuti, mentre 27, ovvero poco meno del 10%, sono completamente nuovi. Vengono pubblicati qui per la prima volta.
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